La scelta delle categorie su Google Business è uno dei passaggi più importanti della Local SEO. Non è un dettaglio tecnico: è il modo in cui Google capisce chi sei, cosa fai davvero e in quali ricerche ha senso mostrarti. In un territorio come il Ticino, dove le ricerche locali nascono da un’intenzione precisa — l’idraulico da chiamare subito, lo studio medico vicino, l’agenzia web più adatta — una categoria sbagliata può farti perdere visibilità anche se il resto della scheda è impeccabile.
Immagina la categoria principale come l’etichetta sulla porta: se non è quella giusta, l’utente non entra e Google non ti mette in vetrina. Questa guida ti accompagna nella scelta con un metodo semplice, concreto e professionale.
Perché le categorie contano così tanto
Google utilizza la categoria principale come punto di riferimento per tutto il resto: interpreta cosa fai, per chi lo fai, in quali ricerche ha senso posizionarti e dove inserirti nel Local Pack. Una categoria generica o poco precisa porta spesso nel posto sbagliato: meno visibilità, ricerche non pertinenti, concorrenti che non c’entrano, clic inutili e un ranking che scivola.
Una categoria corretta, invece, ti colloca esattamente dove dovresti essere: davanti alle persone giuste, nel momento in cui stanno cercando proprio te.
Scegliere la categoria principale
La categoria principale deve rappresentare ciò che fai come attività principale, non tutto quello che potresti fare. Un idraulico che installa anche impianti di riscaldamento resta un idraulico. Una parrucchiera che propone anche piccoli servizi estetici resta una parrucchiera. Un osteopata che offre qualche massaggio resta un osteopata. Una web agency che realizza siti rimane, soprattutto per Google, un web designer. Google vuole precisione, non creatività.
Come identificare quella giusta
Il metodo più semplice è separare ciò che fai davvero da ciò che offri “anche”. Il servizio principale è la categoria principale. Per toglierti ogni dubbio puoi fare una ricerca veloce: scrivi su Google il tuo servizio seguito da “ticino” e osserva le categorie dei concorrenti più visibili.
Meglio evitare categorie troppo generiche o talmente ampie da non dire nulla. Quelle che suonano come “Servizi vari”, “Azienda” o “Consulenza generica” non aiutano Google a capire il tuo settore. Evita anche categorie che non rappresentano davvero la tua attività: Google non ama le scorciatoie.
Scegliere le categorie secondarie
Le categorie secondarie servono ad ampliare il contesto. Non devono raccontare tutto il catalogo dei servizi, ma aiutare Google a interpretare meglio la tua attività. Se un idraulico gestisce anche installazioni di caldaie o interventi di emergenza, aggiungerli come categorie secondarie è utile perché la scheda diventa più completa e più pertinente. Lo stesso vale per un web designer che offre anche SEO o consulenze marketing: le categorie secondarie lo aiutano a comparire nelle ricerche giuste senza distorcere la categoria principale.
La regola è semplice: le categorie secondarie devono essere coerenti. Non aumentano la visibilità se non hanno un legame reale con ciò che fai.
Categorie diffuse in Ticino: qualche riferimento utile
In Ticino le categorie seguono spesso schemi abbastanza riconoscibili. Le professioni della salute si muovono intorno a categorie come medico, fisioterapista, osteopata, chiropratico o nutrizionista. Le attività tecniche ruotano attorno a idraulico, elettricista, tecnico caldaie, installatore di climatizzatori o riparatore di elettrodomestici.
Nel digitale prevalgono web designer, agenzia di marketing e consulente informatico.
Per il benessere compaiono parrucchiere, centro estetico, massaggiatore o centro benessere.
Nel commercio emergono categorie come negozio di alimentari, fiori e piante, elettronica o abbigliamento.
E per gli animali, i più usati sono veterinario, toelettatore, addestratore e pensione per animali.
Non è un elenco da seguire alla lettera, ma un modo per capire come Google inquadra i settori più comuni della regione.
Errori frequenti nella scelta delle categorie
Uno degli errori più diffusi è scegliere una categoria solo perché sembra più importante. Google se ne accorge subito e penalizza la poca pertinenza. Anche inserire categorie che non c’entrano nulla può confondere l’algoritmo: una scheda che racconta troppe cose diverse perde chiarezza.
Altro errore: copiare le categorie dei concorrenti senza chiedersi se siano adatte alla propria attività. Oppure scegliere una categoria talmente ampia da non riuscire a competere nelle ricerche specifiche.
Infine c’è la dimenticanza più comune: non controllare mai gli aggiornamenti. Google aggiorna l’elenco delle categorie più spesso di quanto si pensi, e un controllo annuale evita sorprese.
Come capire se la categoria sta funzionando
Gli Insights lo dicono chiaramente. Se aumentano le ricerche, le visualizzazioni in Maps, le chiamate, i percorsi o le visite al sito, la categoria è quella giusta. Se i numeri non si muovono, probabilmente c’è qualcosa da rivedere.
Extra Consiglio
Se hai dubbi, puoi testare due o tre categorie secondarie diverse per un periodo di circa due o tre mesi. In questo modo Google ha il tempo di interpretare il cambiamento e di mostrarti nelle ricerche più pertinenti.