Quando una scheda Google Business smette di comparire nella mappa, non è mai un caso. Di solito è un dettaglio tecnico, qualcosa che sembrava innocuo, ma che a Google è bastato per rallentare la visibilità. In Ticino succede spesso: una categoria sbagliata, un indirizzo incoerente, una scheda lasciata a sé stessa per troppo tempo. Il risultato è sempre lo stesso: meno posizione, meno chiamate, meno percorsi.
Questa guida ti mostra le cause più comuni e come rimettere la scheda al suo posto, con un approccio semplice e professionale.
Categoria principale poco adatta
La categoria principale è uno dei segnali più forti della Local SEO. Se non rispecchia quello che fai davvero, Google ti mostra per ricerche sbagliate e ti nasconde in quelle corrette. È il classico caso dell’idraulico impostato come “Servizio di manutenzione”: non è sbagliato, ma non è ciò che l’utente sta cercando.
Correggere è semplice: scegli la categoria che rappresenta il servizio principale. Google apprezza la precisione.
Indirizzo incoerente o NAP disallineato
Piccole differenze nell’indirizzo possono creare problemi enormi. Una volta è “Via”, un’altra “Viale”, poi arriva la versione abbreviata e, nel frattempo, un CAP non aggiornato compare in qualche directory. Per Google questa non è una sfumatura: è un segnale di incoerenza.
La soluzione è uniformare tutto: nome, indirizzo e telefono devono essere identici su sito, scheda, directory e social. Coerenza = affidabilità.
Recensioni troppo ferme
Una scheda immobile dà l’idea di un’attività immobile. Google osserva quante recensioni arrivano e come rispondi. In Ticino premia chi mantiene una certa costanza, senza esagerare. Non serve un’ondata: basta un ritmo regolare, con clienti reali e risposte professionali.
Le recensioni non servono solo al ranking: rassicurano chi ti sta cercando.
Foto poche, vecchie o poco curate
Le foto dicono a Google che l’attività è viva. Un profilo Google Business senza immagini aggiornate sembra ferma, e la visibilità cala. Non serve creare un reportage settimanale: bastano immagini reali, luminose e coerenti con ciò che fai.
Caricare una o due foto al mese può fare più differenza di quanto sembri.
Orari non aggiornati
È uno degli errori più diffusi. Orari sbagliati, festivi non indicati, chiusure non riportate: per Google significa poca affidabilità. E un’attività poco affidabile difficilmente finisce in alto nella mappa.
Aggiornare gli orari — normali, straordinari, festivi e chiusure — è un segnale forte di cura.
Scheda inattiva da troppo tempo
Google nota tutto: nessun post da mesi, nessuna risposta alle recensioni, nessuna foto nuova. Una scheda che non interagisce dà l’impressione di essere ferma e scende di posizione.
Non serve un piano editoriale complesso. Basta un ritmo naturale: una pubblicazione ogni tanto, qualche aggiornamento, qualche risposta. Una scheda viva sale, una scheda dormiente scivola.
Modifiche esagerate tutte insieme
Cambiare indirizzo, nome, categorie e servizi in pochi giorni può far scattare una revisione. Google potrebbe sospendere temporaneamente la scheda o limitarne la visibilità finché non verifica tutto. E quando entra in modalità “verifica”, i tempi possono variare dalla manciata di minuti alle settimane.
Meglio fare una modifica alla volta e lasciare che Google la metabolizzi.
Categorie o contenuti poco coerenti
A volte la scheda perde visibilità perché prova ad allargarsi troppo: categorie aggiunte “per provare”, servizi che non offri più, descrizioni piene di parole chiave o foto che non rappresentano ciò che fai davvero. Google confronta tutto: scheda, sito, immagini e recensioni. Se non combaciano, riduce la fiducia.
La regola è semplice: coerenza in tutto.
Perché le attività nuove non appaiono subito
Le schede appena create hanno bisogno di tempo. Google deve verificare la posizione, raccogliere i primi segnali, vedere qualche recensione e capire se l’attività esiste davvero. Le prime settimane (di solito tra due e sei) sono una fase di assestamento: è normale non comparire subito in alto.